Il mio mondo è morto

Scrivere della prigione in cui mi sono trovata per in tutti questi mesi è dilaniante, ma anche liberatorio.

Per spiegare come stanno davvero le cose, dovrei scrivere che ci sono ancora dentro, dovrei scrivere come mi sono sentita stamattina, ma toccherei un fondo senza risalita. Perciò mi esprimo al passato.

Il passato.

Dopo tante prigioni create da me e dalle circostanze, dopo anni passati alla costrizione e a un dolore costante, come potevo non finire nel buio?

Come potevo passarla liscia senza prima guardare in faccia il nemico?

 

” Non mi guardo da mesi allo specchio,

è da un po’ che sospetto

che dentro il riflesso

ci sia quella maschera che mi hanno messo ”

 

Il buio questa volta mi ha immobilizzato davvero…d’altra parte se c’è uno spiraglio di luce, non si riesce a guardare in faccia l’oscurità.

————- Mi fermo, riprenderò a scrivere —————

 

Quando la morsa dell’angoscia non ti lascia scampo, è difficile trovare un senso anche alla cosa più bella che può capitare.

” Su dai! Tirati su il morale, sei una persona fortunata! ”

 

Non funziona così, non è solo morale a terra.

Non è solo tristezza, è panico e confusione totale perchè ci si sente imprigionati in un mondo oscuro.

Non oscuro solo nel senso metaforico, fisicamente e letteralmente buio.

La vista si offusca, tutto diventa più grigio, la realtà non è più quella che si conosce.

E non si può tornare alla luce a comando.

 

E poi arriva una consapevolezza: ogni singola cosa che vedo con i miei occhi è come morta.

 

Niente ha più senso, e il senso di tutto quello che c’è è talmente assente da provocarmi il panico.

E’ tutto inutile, spento, come quello che ho fatto io fino a quel momento e come quello che forse mi aspetta.

Non ci sono più emozioni, non vedo più speranza, sono incatenata nella piattezza.

Voglio solo piangere ma non posso, e quando posso non riesco.

E mi accorgo con dolore che il mio mondo esterno, quello che sto vedendo, riflette il mio mondo interiore…

Il mio mondo è morto, almeno per un po’, e anche io sono morta dentro.

 

” Cosa faccio appena entro dalla porta di casa? E se trovo qualcosa da fare, che senso ha?

Perchè sto mangiando se non trovo un senso alla mattina che arriverà?

Che senso ha? ”

 

E si fa strada una sola parola: APATIA.

 

” Io sono inutile, tutto quello che ho è inutile, tutto quello che faccio non serve a niente, ma che senso ha, perchè le persone vanno avanti, non è casa mia, non sono più al sicuro, non mi sento più nel mio mondo, voglio solo andare a dormire, sono un fallimento, vi prego non fatemi entrare a casa, toglietemi di dosso questo veleno, voglio vomitare”

 

” Ma si guarisce prima o poi?

Ma posso uscirne? Passerà? ”

E’ questo ciò che vorrei chiedere a tutti, se solo potessi.

 

I pensieri del futuro possono fare più male di un passato ancora tagliente, di un’anima ammaccata.

 

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15/09/2021

 

Non do il merito a qualcosa di esterno, come a delle gocce, alla mia felicità.

Sto bene grazie a quello che ho fatto per me stessa, grazie ai miei sforzi, alla mia fatica e anche grazie ad alcune persone.

Smettere di odiarmi, smettere di essere felice se il mio corpo viene punito con i problemi della pelle, è stato importante per me.

Quando si sta così male è difficile anche semplicemente leggere una sola riga di una pagina o immaginare di fare un respiro profondo, ma si deve fare lo stesso. Altrimenti da lì non ci si smuove.

Non posso sapere se il buio domani tornerà ancora, ma l’importante è fare il possibile per per sentirsi vivi.

Il mio mondo è morto, e meno male.

 

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29/09/2021

 

Oggi so che quel mondo doveva morire.

Avevo bisogno di una nuova realtà, avevo bisogno di togliere la maschera a quel mondo e a me stessa.

Ti ho scoperto mondo, adesso non mi scappi più!

Non ti sei ancora svelato del tutto, non riesco a vederti bene, ma so che sei pura vita, sei vero.

A volte sembri ancora morto, soprattutto di sera, e questo mi spaventa tanto. Non riesco a svegliarti.

Mi fai sembrare una bambina spaventata dal buio, anche quando sono alla luce di una stanza in mezzo agli altri.

E non è facile nascondere la lotta che combatto. * ma quanto è difficile fare finta di niente! *

 

Va tutto bene, va bene così, il mio mondo a volte muore ancora.

Ma quando torna a vivere è puro amore.

 

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Non posso dire di avere meditato in tutti questi mesi per uscirne, era troppo difficile per me.

Non ho usato chissà quali tecniche energetiche e spirituali o delle affermazioni.

Ho cercato l’amore nelle piccole cose, ho lottato per ritrovare le emozioni in quello che ho e in quello che mi accade, ho acceso l’ energia dell’ amore e della gratitudine dentro di me e l’ho estesa verso gli altri, alla vita.

E’ stato un po’ come aggrapparmi alle rocce ma l’ho fatto.

Tuttavia, meditate…meditate e trovate il vostro equilibrio interiore, date voce alle vostre emozioni per evitare di toccare il fondo.

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